Avere rapporti anali causa infezioni urinarie nell’uomo?

Tralasciando il novero delle infezioni sessualmente trasmissibili, ipotizzando che entrambi i partner siano sani, ad esempio in una coppia stabile, quali sono i rischi?
Una risposta precisa rimane da valutare caso per caso, ma si può prendere la letteratura esistente e provare a trarne alcune indicazioni.

L’incidenza delle infezioni urinarie nei giovani maschi piuttosto bassa. Uno studio sulla popolazione universitaria in USA l’ha stimata a 5 su 10.000 all’anno [1] (per le donne il dato è diverso, ma ne discuteremo in un altro articolo in futuro) .

Di questi circa il 9500 saranno eterosessuali e circa 500 gay.

Caso gay, quanti rapporti?

Possiamo fare una stima del numero di rapporti tramite lo studio di Rosenberger [2] : tra i giovani gay sotto i 30 anni, circa il 60% indica il rapporto più recente entro la settimana e il 90% entro il mese. E’ ragionevole pensare quindi che vi sia almeno un rapporto circa ogni 20 giorni. Di questi rapporti il 30% circa era di penetrazione “insertiva”.

Facendo alcuni conti, su 500 giovani omosessuali, possiamo stimare almeno 20 rapporti l’anno a testa di cui 6-7 di penetrazione del compagno.
Su 500 risultano dunque oltre 3000 penetrazioni all’anno sul nostro campione.
Questo a fronte di 5 casi di infezioni urinarie, inclusi gli eterosessuali . Si può stimare l’uso del preservativo in almeno il 50% dei casi [3].

Caso eterosessuale, quanti rapporti?

I rimanenti 9500 maschi eterosessuali nello stesso periodo avranno avuto ancor più rapporti anali, con una media che va dal 3% al 24% [4].

Tirando le somme

Quindi i 5 casi di infezioni delle vie urinarie, per anno, vanno messi nel complesso in relazione ad almeno 5000 rapporti -molti dei quali”a rischio”, perchè non protetti dal preservativo-. Questi numeri ci danno un’idea del rischio concreto per questo tipo di infezioni in relazione a tale pratica .
Pare quindi evidente che il rischio concreto di contrarre infezioni da un partner sano, stabile e di cui si ha fiducia, possa essere considerata in relazione ai numeri indicati. Il preservativo può aiutare a rendere i casi ancora più rari.

Ancora una volta l’allarmismo delle affermazioni roboanti che circolano in certi siti in questo periodo sembrano dovute più a ragioni ideologico moralistiche che ad altro.


Bibliografia

  1. Foxman B, Barlow R, D’Arcy H: Urinary tract infections: self-reported incidence and associated costs. Ann Epidemiol 2000, 10:509–515.
  2. Rosenberg, Joshua G., et al. "Sexual behaviors and situational characteristics of most recent male‐partnered sexual event among gay and bisexually identified men in the United States." The journal of sexual medicine 8.11 (2011): 3040-3050.
  3. Hensel, Devon J., et al. "Sexual event-level characteristics of condom use during anal intercourse among HIV-negative men who have sex with men." Sexually transmitted diseases 39.7 (2012): 550-555.
  4. Owen, Branwen N., et al. "Prevalence and frequency of heterosexual anal intercourse among young people: a systematic review and meta-analysis." AIDS and Behavior 19.7 (2015): 1338-1360.

Disclaimer:
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